Approfondimento 19/01/2010 8.59.49 Pirateria marittima. Considerazioni e news da fonti aperte. Mentre il quotidiano La Repubblica, pubblica un articolo nel quale si mettono fortemente in dubbio le affermazioni fatte a suo tempo in merito alla liberazione dei marinai del Bucaneer dal Ministro degli Esteri Frattini, citando senza timore di smentita le intercettazioni telefoniche operate dal ROS dei Carabinieri e le indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Saviotti, dai cui atti risulterebbero tutte le fasi della trattativa effettuata per arrivare al rilascio dei marinai italiani e del conseguente pagamento di riscatto, nel nostro paese sembra essersi spento l’interesse per le gesta dei predoni somali che al momento attuale detengono, varrà la pena ricordarlo, più di 300 marinai e 13 imbarcazioni. Il nostro del resto, è il paese che è. Se una cosa non tocca i nostri figli o parenti prossimi, allora semplicemente non esiste. Il fenomeno pirateria si andrà ampliando nel breve periodo, sino all’arrivo del monsone nel periodo estivo, ma gli italiani ritengono di poter dormire sonni tranquilli e di potersi dedicare ad altro, visto che sui nostri marinai vigila un sistema di difesa, che ha sinora scongiurato in un modo o nell'altro, ulteriori sequestri. Sono note le posizioni che abbiamo assunto in merito al fenomeno ed alle strade sin qui percorse per tentare di arginarlo. Mentre si continuano a spendere milioni di € della comunità, in Spagna con cifre ben più alla portata dei governi occidentali alle prese con “La Crisi”, si è deciso di dare pieno appoggio alle società private di sicurezza che con il placet ed un sostanzioso contributo di Madrid, stanno operando nelle acque somale, a difesa dei pescherecci impegnati nella cattura del tonno. Il governo spagnolo ha fatto due conti ed ha capito che pagare il 50% del costo dell'intervento dei gruppi di sicurezza privata, avrebbe rappresentato un capitolo di spesa risibile rispetto a quelle da affrontare nel caso si fosse deciso di inviare navi militari. Appare evidente come questa scelta abbia comportato una assunzione di responsabilità da parte degli armatori spagnoli, che si sono fatti carico del restante 50%... I problemi che in quel caso si stanno proponendo, sono semmai di addestramento del personale e di carattere sindacale, problemi relativi per quanto riguarda quest'ultimo punto, all’orario di impiego degli operatori di security imbarcati. In operatività su una nave in navigazione non è possibile applicare regolamenti e turnazioni in termini di otto ore di impiego giornaliero, e le guardie particolari giurate spagnole, stanno puntando i piedi. Per quanto sta invece all'addestramento, non ci si inventa operatori di sicurezza in grado di reagire in maniera appropriata ad un attacco di pirati, ne ci si può inventare sniper. L'aver svolto un corso per tiratori scelti, mette poi al riparo da una serie di possibili errori, ma l'attitudine e l'abitudine ad utilizzare determinati strumenti in situazioni reali, non sono cose che si ottengono con una settimana di training. Come già ribadito ci vogliono preparazione, addestramento, certificazione. In quel paese, la discussione ora si è spostata sulle reali possibilità operative degli istituti di vigilanza chiamati a riempire un tassello di vitale importanza nel puzzle della sicurezza commerciale, e sulle metodologie atte a fornire la migliore fra le risposte possibili al problema pirati. Sinceramente, ci sembra un approccio adulto. Fonte:Wall Street Italia Pirati/ Scontro tra predoni per divisione riscatto, 4 morti di Apcom Si contendevano i 7 milioni di riscatto della petroliera greca MOGADISCIO, 19 jan 2010 (AFP) - Quattro uomini sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco tra due gruppi di pirati che si contendevano il riscatto (sette milioni di dollari) della superpetroliera greca Maran Centaurus rilasciata ieri con 28 uomini di equipaggio a bordo. La sparatoria ha avuto luogo nel villaggio costiero di Harardere, roccaforte dei predoni somali. Tra le vittime, dice un testimone, "tre pirati, uno era uno dei capi e un civile, colpito per sbaglio". Negli scontri si sono viste in azione diverse camionette 4X4 armate con mitragliette pesanti e batterie antimissile. |
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