Approfondimento 01/02/2010 22.17.08 da La Stampa: I pirati hanno incassato 43 milioni di euro Fonte: La Stampa Somalia, i pirati hanno incassato 43 milioni di euro L'ammontare dei riscatti nel 2009. Nuovi assalti, l'appello della coppia inglese I pirati somali hanno incassato nel 2009 43 milioni di euro grazie ai riscatti pagati per il rilascio delle decine di navi da loro assaltate. Il dato è stato fornito dal Programma di assistenza ai naviganti, organizzazione che vigila sulla pirateria nel Golfo di Aden, ripreso dal quotidiano kenyota Daily Nation. Secondo quanto riferito, lo scorso anno i pirati somali hanno sequestrato 47 navi - tra cui anche una italiana, assaltata in aprile e rilasciata quattro mesi dopo - con a bordo circa 300 membri di equipaggio. E in questo primo mese del 2010, ha reso noto il direttore del Programma, Andrew Mwangura, sono già state assaltate 12 imbarcazioni. L'ultima, è il cargo cambogiano MvLaylas, sequestrato al largo di Berbera, il principale porto del Somaliland. OSTAGGI. Intanto, Paul e Rachel Chandler, la coppia britannica da più di tre mesi nelle mani dei pirati somali, hanno nuovamente chiesto aiuto attraverso un medico che è stato autorizzato ad incontrarli. "Vi prego aiutateci, questa gente non ci tratta bene" ha detto Rachel Chandler al medico che li ha potuti visitare giovedì scorso e che era accompagnato da un fotografo dell’Afp. Il medico ha detto che i due, catturati il 23 ottobre nell’Oceano indiano a bordo del loro yacht Lynn Rival, e tenuti in due rifugi separati sulla terraferma, sono molto provati e rischiano di veder peggiorare le loro condizioni se non riceveranno assistenza medica appropriata. La donna, secondo il medico, è molto ansiosa, soffre di insonnia e ha le palpitazioni. Paul Chandler è apparso più controllato, ma anche lui sembrava febbricitante. Il medico ha negoziato tre settimane con i rapitori prima di avere il permesso di incontrare i due rapiti. Il 21 gennaio Paul Chandler aveva parlato per telefono con la rete televisiva britannica Itv affermando che i rapitori stavano perdendo la pazienza e che temeva per la loro vita. QUI LONDRA. Il governo di Londra sta facendo tutto il possibile per ottenere il rilascio della coppia. Lo hanno assicurato il ministro degli Esteri, David Miliband, e il portavoce del primo ministro Gordon Brown, dopo la diffusione del video in cui Paul e Rachel. "C’è ovviamente un livello di preoccupazione molto alto", ha ammesso Miliband parlando alla tv satellitare Sky News, che ha trasmesso il filmato, "Chiunque abbia visto il video ne capirà il motivo, stiamo utilizzando tutti le reti di cui disponiamo in quella parte del mondo, politiche e diplomatiche, e siamo stati molto chiari con la famiglia dei Chandler su come lo stiamo facendo. Ovviamente - ha proseguito il segretario del Foreign Office - nessuno di noi sarà soddisfatto finchè i Chandler non saranno al sicuro a casa ed è questo il motivo per cui lavoriamo duramente su questo caso". Il portavoce del primo ministro ha sottolineato che i sequestri "non sono mai giustificati. Paul e Rachel dovrebbero essere rilasciati immediatamente e senza condizioni". I coniugi Chandler, di Tunbridge Wells (Kent), sono stati catturati mentre navigavano dalle Seychelles alla Tanzania a bordo del Lynn Rival, il loro yacht, lo scorso 23 ottobre. Un’organizzazione marittima che ha contatti frequenti con i pirati in Somalia ha ribadito la richiesta di essere autorizzata a cercare di ottenere il rilascio dei due ostaggi britannici. Il Merchant Maritime Warfare Centre aiutò a negoziare il pagamento di un riscatto per la coppia nel 2009, pari a 100mila sterline. Ma il gruppo ha denunciato di non aver avuto risposta dal Foreign Office sulla finalizzazione di un accordo. LO SCACCHIERE. CI sono novità negli equilibri della martoriata Somalia. Il gruppo islamista somalo degli al Shabaab ha stretto oggi un’alleanza con un’altra milizia minore per partecipare assieme alla Jihad internazionale guidata da al Qaeda. L’alleanza è stata sugellata durante un incontro fra i vertici di al Shabaab e della milizia Mùskar Raskaboni, riferisce all’emittente somala Radio Shabelle. ANCORA SANGUE. Intanto almeno 16 persone sono morte e altre 71 sono rimaste ferite in scontri avvenuti nella notte a Mogadiscio fra miliziani di al Shabaab e le forze governative. Fra le vittime vi sono donne e bambini. ANCORA RICATTI. È stato consegnato, calato a bordo da un elicottero, il riscatto richiesto da un gruppo di pirati somali per il rilascio del cargo MV Filitsa, ma l’imbarcazione non è stata liberata perchè un altro gruppo di banditi la tiene adesso sequestrata e ha rilanciatòopretendendo una somma più alta di quella precedentemente concordata. Lo ha reso noto Andrew Mwangura, del Programma di assistenza ai naviganti dell’Africa Orientale di base in Kenya. La MV Filitsa, cargo greco battente bandiera delle Isole Marshall, era stata sequestrata i primi di novembre con a bordo tre ufficiali greci e un numero ignoto di marinai filippini. Trasportava sostanze chimiche dal Kuwait al Sudafrica al momento di essere assaltata dai pirati circa 400 miglia a nord est delle Seychelles. "Gli elicotteri hanno calato a bordo il denaro, ma la nave non è stata liberata, è adesso nelle mani di un altro gruppo di uomini armati", ha detto Mwangura. Dal canto suo un pirata da bordo ha detto alla Reuters che "due elicotteri con a bordo i tre milioni di dollari richiesti per il riscatto stanno sorvolando la nave e si attende che presto il riscatto sarà consegnato". Si tratta di una delle più alte somme fino ad ora concordate per la liberazione di una nave sequestrata dai pirati e l’episodio sottolinea come si sia scatenata una battaglia anche tra bande rivali che tentano di ottenere cifre sempre più alte in seguito alle loro azioni di pirateria in mare. LA FLOTTA DEI BUONI. Una fregata della marina militare turca è salpata oggi con destinazione Golfo di Aden per andare ad unirsi alla forza multinazionale a protezione delle rotte commerciali dagli attacchi dei pirati. Lo ha reso noto l’agenzia Anadolu precisando che la fregata «Tcg Gemlik», della classe Perry, ha lasciato questa mattina il porto di Aksaz, situato sulla costa sud-occidentale della Turchia nelle vicinanze di Marmaris. La nave raggiungerà il teatro delle operazioni tra quattro o cinque giorni ed inizierà il pattugliamento nell’ambito della forza multinazionale CTF 151 (Combined Multinational Force 151) in sostituzione della fregata Gokova, ma non parteciperà ad azioni militari di terra sul territorio somalo contro i pirati. Prima della Gokova, dal febbraio dell’anno scorso la Turchia aveva inviato nel Golfo di Aden le fregate Giresun, Gaziantep e Gediz. |
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